Un nuovo modo di raccontare le donne

Repicture / Partnership
Delmaine Donson
959494670
Tristen Norman
giu 18, 2020
Nell’ultimo secolo, le donne in molte parti del mondo hanno compiuto incredibili passi avanti. Per esempio, quest’anno gli Stati Uniti celebrano il 100° anniversario dell’approvazione del 19° emendamento, che ha concesso ad alcune donne americane il diritto di votare. Il numero delle donne che ricoprono il ruolo di Capo dello Stato nel mondo è in continua crescita e la loro leadership innovativa sta conquistando un ruolo centrale nei dibattiti pubblici in questo periodo di crisi globale. Per quanto riguarda il 2019, le donne hanno costituito oltre il 40% circa della forza lavoro mondiale in molti Paesi chiave.
Il ritmo del cambiamento culturale, sociale, economico o politico è spesso legato al nostro vocabolario visivo e al modo in cui rappresentiamo alcune comunità.
Così come le donne hanno compiuto alcuni evidenti progressi, sia a livello sociale che politico, la loro raffigurazione nei media si è in qualche modo evoluta. Lo scorso anno, il team Creative Insights di Getty Images ha esaminato migliaia di pubblicità realizzate dall’inizio del 20° secolo ad oggi. Quello che abbiamo scoperto è che fino agli anni ‘60 più o meno, le donne bianche venivano spesso dipinte come casalinghe o enfatizzate come oggetti di bellezza. Le donne di colore erano solitamente escluse totalmente dalle pubblicità oppure grossolanamente stereotipate. Ad ogni modo, negli anni ‘70, c’è un leggero ma evidente scostamento dalla rappresentazione delle donne bianche prevalentemente a casa come mogli e madri. In questo periodo, si comincia anche a notare una maggior inclusione di donne non bianche nelle pubblicità dei più importanti marchi. Questo cambiamento è continuato negli anni ‘80 e ‘90, fino ai giorni nostri. Mentre alcuni brand continuano a scontrarsi con gli improbabili standard di bellezza, l’uso eccessivo del ritocco e la mancanza di dimensionalità, è anche evidente la loro volontà di migliorare e rappresentare i progressi compiuti dalle donne ai nostri tempi.
Eppure, sappiamo dalle nostre ricerche che il progresso non è andato poi così lontano, un’evidenza rivelata anche da altre ricerche.
Nel loro studio sull’impatto degli stereotipi di bellezza, Edelman Intelligence e Dove hanno scoperto che il 70% delle donne ancora non si sente rappresentata nei media e nelle pubblicità che vedono ogni giorno. Da uno studio sulla diversità condotto da Deloitte è emerso che, nonostante il 94% dei marchi mostri le donne in un ruolo principale, queste rappresentazioni sono spesso stereotipate. Per quanto riguarda il resto del mondo, uno studio recente (UN) evidenzia i numerosi episodi di violenza contro donne e ragazze durante il lockdown, le numerose disuguaglianze ancora affrontate dalle donne di colore, in particolare donne nere e latine, la continua lotta per ottenere la parità di genere nelle posizioni di comando e molto altro ancora. Se si prendono in considerazione queste realtà, siamo consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare per le donne, su diversi fronti.
Dunque, come possiamo migliorare nel campo dei media e della pubblicità? Dobbiamo iniziare affrontando queste realtà in modo diretto e deciso. In collaborazione con SEEHER/ANA (Association of National Advertisers, la più grande associazione marketing e pubblicitaria degli Stati Uniti), abbiamo sviluppato una guida completa al fine di aiutare i brand e gli inserzionisti ad adottare un approccio più autentico e inclusivo nella loro rappresentazione delle donne. La guida esplora sette aspetti fondamentali dell’identità che influenzano la raffigurazione delle donne nell’era dei media, identità di genere e di espressione, orientamento sessuale, religione, abilità, etnia e corporatura. Nominiamo una ad una queste identità perché non esiste una singola voce che rappresenti l’intero genere. Dobbiamo anche riconoscere che abbiamo bisogno di dare spazio a una più ampia comprensione della varietà di modi in cui le donne si mostrano al mondo, attraverso diverse sfaccettature della loro identità. Ci auguriamo che questa guida ti fornisca gli strumenti di cui hai bisogno per impegnarti nella rappresentazione inclusiva della moltitudine di esperienze uniche che determinano l’essere donna oggi.
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